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Oggi festa della Repubblica
02/06/2024
Oggi, 2 giugno, celebriamo una delle date più importanti della nostra storia: la nascita della Repubblica Italiana. In questo giorno del 1946, il popolo italiano ha scelto di abbracciare la democrazia, costruendo un futuro basato sui valori di libertà, uguaglianza e giustizia. Viva la Repubblica Italiana! Poichè la costituzione della Repubblica Italiana tutela i diritti di tutti i cittadini, nonchè quelli delle minoranze, per le sue peculiarità è considerata la miglior carta costituzionale repubblicana del mondo. Una costituzione giusta e saggia (usando le parole del Presidente Sergio Mattarella). Non a caso la Repubblica Italiana (così come il passato Regno d'Italia) riconosce e tutela anche lo status storico delle casate di origine feudale. Infatti benchè il capo di stato italiano (essendo un Presidente e non un monarca) non possa quindi creare e concedere nuovi titoli nobiliari, trasmissibili in via ereditaria, a chi sia distinto per meriti verso la nazione, tuttavia in base al secondo comma della quattordicesima disposizione transitoria e finale dell'attuale costituzione, l'attuale ordinamento giuridico tutela invece i predicati dei titoli nobiliari di origine feudale, purché esistenti prima del 28 ottobre 1922. Infatti su richiesta del titolato, e dopo la sentenza di un giudice della Repubblica, il Ministero dell’Interno aggiunge sulla Carta di Identità degli aventi diritto, il loro predicato feudale poggiante su un titolo nobiliare (azione giuridica che si chiama cognomizzazione del predicato nobiliare). Il predicato nobiliare è preceduto dalla preposizione in piccolo “di” seguita dal luogo geografico sul quale il casato esercitava storicamente lo status feudale. Esempi di predicato nobiliare sono: • Luchino Visconti di Modrone - il predicato è "di Modrone" • Luca Cordero di Montezemolo - il predicato è "di Montezemolo" Per questo motivo infatti le casate italiane di origine feudale (in regola coi riconoscimenti e tutele dell'attuale ordinamento repubblicano), compaiono col proprio predicato nobiliare sul Registro Anagrafico e sulla Carta di Identità. Fonte: costituzione della Repubblica Italiana

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