La Regione Calabria lancia la misura "Ripopola" per attrarre nuovi residenti nei piccoli comuni 08/11/2026 Incentivi fino a 2.000 euro al metro quadro per la ristrutturazione e comodato gratuito per dieci anni: la Regione Calabria lancia la misura "Ripopola" per attrarre nuovi residenti nei piccoli comuni. Un piano straordinario per rigenerare i centri storici a rischio estinzione, attrarre nuovi nuclei familiari e restituire valore al patrimonio immobiliare pubblico. È questa la direzione intrapresa dalla Regione Calabria guidata dal presidente Roberto Occhiuto con il progetto "Ripopola Calabria", la misura sperimentale che mette a disposizione abitazioni a canone azzerato nei piccoli borghi dell'entroterra.
L'iniziativa, che sta facendo discutere amministratori, tecnici ed esperti di politiche territoriali, non si limita al modello già noto delle "case a 1 euro" promosso da diversi comuni italiani, ma ne ribalta l'impostazione finanziaria: in questo caso è l'ente pubblico a farsi carico della totale riqualificazione degli immobili.
La formula: comodato gratuito e ristrutturazione a carico pubblico
Il cuore del progetto risiede nella combinazione tra interventi infrastrutturali e incentivi all'insediamento. La prima fase dell'iniziativa interessa una selezione di 50 alloggi distribuiti in 26 comuni sotto i 5.000 abitanti (tra cui Scigliano, Caccuri, San Floro, Grotteria e Cessaniti).
Le caratteristiche principali dell'intervento prevedono:
• Finanziamento dei lavori al 100%: La Regione eroga contributi per la ristrutturazione, l'adeguamento sismico e l'efficientamento energetico fino a un massimo di 2.000 euro al metro quadro.
• Comodato d'uso per 10 anni: Gli assegnatari ottengono l'uso gratuito dell'immobile senza dover versare alcun canone di locazione per un decennio.
• Tutela del patrimonio pubblico: Al termine dei dieci anni, l'immobile riqualificato torna nella disponibilità del comune di appartenenza.
Chi può accedere al bando e quali sono i vincoli
Per accedere alla misura è necessario soddisfare precisi requisiti anagrafici e di mobilità residenziale. Il bando si rivolge principalmente a chi intende trasferirsi in Calabria da fuori regione o dall'estero, ponendo paletti stringenti per evitare usi speculativi o turistici:
1. Residenza esterna: I candidati devono risiedere al di fuori del territorio calabrese da almeno tre anni.
2. Obbligo di dimora abituale: L'immobile deve essere adibito a residenza principale per l'intera durata dei 10 anni. È esplicitamente vietato il subaffitto o la conversione in struttura ricettiva (B&B o casa vacanze).
3. Punteggi di preferenza: Le graduatorie premiano in particolare giovani coppie, famiglie con figli a carico, genitori unici e lavoratori in modalità smart working o liberi professionisti.
Le critiche e l'enigma del "dopo dieci anni"
Nonostante l'attrattività della misura, l'iniziativa ha sollevato forti perplessità tra le opposizioni politiche, i sindacati edilizi e gli esperti di demografia territoriale, concentrando il dibattito su due nodi fondamentali: la gestione post-decennale e la mancanza di servizi di supporto.
• La scadenza del comodato: Cosa accadrà allo scadere del decimo anno? Chi ha vissuto e investito dieci anni della propria vita in un borgo rischia di dover lasciare l'alloggio una volta rientrato nel patrimonio pubblico, oppure sarà costretto a riscattarlo a prezzo di mercato o a pagare un affitto? Senza una clausola di rinnovo o un diritto di riscatto agevolato, molti temono che la misura crei un "effetto precarietà" che scoraggerà le famiglie dal mettere radici definitive.
• Il rischio "spopolamento differito": Il timore di diversi amministratori locali è che gli alloggi vengano occupati soltanto finché dura la gratuità, trasformandosi in una soluzione temporanea. Senza un tessuto economico locale capace di trattenere i nuovi residenti, scattato il decimo anno il rischio è di assistere a un nuovo ed esodo verso altre regioni.
• Case ristrutturate, ma servizi assenti? Molti critici evidenziano come la casa da sola non basti a ripopolare un territorio se mancano le infrastrutture primarie: connessione internet ad alta velocità stabile, presidi sanitari di prossimità, trasporti pubblici efficienti e scuole. Senza un piano integrato sui servizi, l'investimento regionale rischia di riqualificare immobili che rimarranno di nuovo vuoti allo scadere dei contratti.
• Tensioni con l'emergenza abitativa: Si segnalano inoltre le rimostranze dei residenti calabresi e delle associazioni per la casa, che contestano la priorità data a chi proviene da fuori regione rispetto a migliaia di famiglie locali in graduatoria Aterp da anni per un alloggio sociale.
Prospettive e scadenze
La presentazione delle istanze avviene unicamente tramite la piattaforma digitale regionale (ripopola.regione.calabria.it), con termine ultimo fissato per le ore 17:00 del 18 dicembre 2026. I prossimi mesi consentiranno di valutare il reale impatto dell'iniziativa e di capire se la Regione deciderà di integrare il regolamento per chiarire le sorti degli alloggi al termine del decennio di comodato.
Luigi Lucchesi.