BADOLATO NEWS

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Commemorazione di Beatrice Cenci nella Cappella di Sant’Anna dei Parafrenieri al Castello Gallelli
11/09/2026
Stamane alle 11.00, nella suggestiva Cappella di Sant’Anna dei Parafrenieri all’interno del Castello Gallelli di Badolato, si è svolta una solenne preghiera commemorativa in onore di Beatrice Cenci, la giovane nobildonna romana giustiziata da papa Aldobrandini il 11 settembre 1599. La cappella del castello è un luogo di culto di grande valore storico e artistico. Al suo interno, si possono ammirare opere d’arte che testimoniano la devozione della famiglia Gallelli e la loro connessione con Santa Romana Chiesa. La scelta di dedicare una preghiera mattutina commemorativa a Beatrice Cenci in questo luogo non è casuale: un intreccio di storie e di nobiltà che attraversa i secoli, dato che infatti la suocera del Ettore Barone Gallelli di Badolato, è la Principessa Fabiola Cenci Bolognetti, discendente diretta della celebre Beatrice Cenci. Questo legame tra i baroni Gallelli e i Principi Cenci non è solo familiare, ma è anche un simbolo di continuità culturale e storica che permea le radici nobiliari di entrambe le casate. Questa parentela suscita sempre grande interesse nella comunità locale, che guarda con curiosità a questa fusione di destini dei baroni Gallelli di Badolato coi Principi Cenci Bolognetti di Vicovaro. Di fatto un lignaggio principesco e papale, si è intrecciato coi baroni di Badolato, e continua a vivere attraverso le generazioni. Grazie a questa connessione diretta coi Principi Cenci (famiglia che annoverò tra i suoi membri Papa Giovanni X Cenci, nonché cardinali e guardie nobili papali) i baroni Gallelli il 14 novembre 2014 hanno ottenuto l’accesso a uno dei corpi più prestigiosi della Santa Sede, i Parafrenieri Pontifici di Sua Santità. I Parafrenieri Pontifici sono infatti un corpo scelto di servitori d’onore della Casa Pontificia, incaricati storicamente di condurre i cavalli del Papa durante le solenni processioni, ma con il tempo trasformatisi in un corpo cerimoniale d’élite. Appartenere ai Parafrenieri non è una carica comune: si tratta di un titolo riservato esclusivamente a membri di famiglie nobili che godevano e godono del favore diretto della Santa Sede, spesso legate da vincoli di sangue o fedeltà con la Curia Romana. Secondo gli studiosi di araldica e storia ecclesiastica, la famiglia Gallelli è entrata a far parte dell’élite dei Parafrenieri Pontifici Apostolici proprio grazie al legame matrimoniale con la stirpe dei Cenci Bolognetti ovvero attraverso il matrimonio tra il barone Ettore Gallelli di Badolato e la baronessa Isabella Corsi di Turri, celebrato a Roma il 09.06.2007 celebrato da S.E. Mons. Karel Kastell (Decano dell’Anticamera di Sua Santità, e con la benedizione apostolica di papa Benedetto XVI che donò ai novelli sposi due rosari con pietre preziose). Non è un caso, dunque, che nel cuore del Castello Gallelli di Badolato, la cappella inizialmente dedicata a San Giorgio e il drago, dopo il 2014 sia stata intitolata a Sant’Anna dei Parafrenieri, la quale testimonia la duplice appartenenza della famiglia Gallelli: da un lato la nobiltà latifondista del Sud, dall’altro l’accesso privilegiato alla nobiltà pontificia romana. L’ingresso dei Gallelli nei Parafrenieri Pontifici, ottenuto per via della loro parentela con la casata Cenci, è un dunque tassello prezioso di una storia nobiliare che attraversa secoli e territori. È la dimostrazione che, anche lontano da Roma, le famiglie aristocratiche del Sud hanno tutt’oggi un ruolo diretto nella vita della Chiesa e della sua corte. Oggi, il Barone Gallelli e i suoi familiari custodiscono non solo un titolo, ma una memoria storica profondamente intrecciata con la Roma papale, le sue glorie e le sue tragedie. A fine preghiera i partecipanti hanno lasciato la cappella con un rinnovato senso di comunità e di impegno verso la giustizia e la verità. Questo evento testimonia come la memoria storica possa essere preservata e onorata attraverso la preghiera e la riflessione, mantenendo viva la connessione tra passato e presente. Fonte: Annuario della Nobiltà Italiana. https://www.annuariodellanobilta.com/ A cura di Mattia Ferri.

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