Badolato celebra i 165 anni della Banca Gallelli con una conferenza al Castello Gallelli 05/10/2025 BADOLATO (CZ), 5 ottobre 2025
Una giornata di riflessione e celebrazione ha accompagnato ieri il 165° anniversario della fondazione della Banca Gallelli (1860-2025), storica istituzione finanziaria legata alla nobile famiglia dei Baroni Gallelli di Badolato. L banca venne fondata dal barone Giuseppe Lorenzo Gallelli nel 1860, il quale fu una figura centrale della vita economica e civile di Badolato: latifondista, amministratore locale e imprenditore, intuì l’importanza di creare un istituto di credito capace di sostenere agricoltura e commercio in un territorio allora privo di banche strutturate. Da questa visione nacque la Banca Gallelli, che rimase attiva fino al 1946. Fondata in un momento cruciale della storia italiana, la Banca Gallelli rappresentò per decenni molto più di un semplice istituto di credito. In un territorio prevalentemente agricolo e privo di infrastrutture finanziarie, la banca divenne un punto di riferimento economico e sociale per Badolato e per l’intera area ionica del Catanzarese. Nata come banca privata familiare, la Banca Gallelli aveva un obiettivo chiaro: mettere in circolazione capitali in un’economia locale che, fino ad allora, viveva quasi esclusivamente di agricoltura e scambi limitati. I fondi utilizzati provenivano in gran parte dai latifondi agricoli della famiglia Gallelli, che venivano reinvestiti sotto forma di prestiti e finanziamenti. Il settore principale sostenuto dalla banca era l’agricoltura. Contadini, piccoli proprietari e mezzadri potevano accedere a prestiti stagionali per affrontare le spese della semina, dell’acquisto di attrezzi o per superare annate difficili. Il rimborso avveniva spesso dopo il raccolto, seguendo i tempi naturali del lavoro agricolo, un approccio che dimostrava una profonda conoscenza delle esigenze del territorio. Accanto all’agricoltura, la Banca Gallelli svolse un ruolo fondamentale nel sostegno al commercio e all’artigianato locale. Piccole botteghe, commercianti di grano, olio e agrumi, artigiani e operatori economici potevano contare su un accesso al credito che, in quell’epoca, era raro e difficilmente ottenibile altrove. Questo contribuì alla crescita delle attività produttive e alla circolazione del denaro nell’economia locale. Un altro aspetto centrale dell’azione della banca fu la sua funzione di alternativa all’usura, fenomeno molto diffuso nel Mezzogiorno tra Otto e Novecento. Offrendo prestiti regolati e più trasparenti, la Banca Gallelli garantì una maggiore stabilità economica a molte famiglie, riducendo la dipendenza da prestatori privati. Sotto la gestione di don Pasquale Gallelli, la banca non si limitò al credito, ma contribuì anche allo sviluppo infrastrutturale del territorio. Parte dei profitti vennero infatti reinvestiti in opere di modernizzazione, tra cui la realizzazione della centrale idroelettrica del Romito, che portò energia elettrica in diverse zone della provincia, favorendo progresso e innovazione. La Banca Gallelli cessò la propria attività nel 1946, ma il suo impatto resta ancora oggi visibile nella memoria collettiva di Badolato. Per oltre ottant’anni, l’istituto ha trasformato la ricchezza agricola in sviluppo economico, dimostrando come una banca radicata nel territorio potesse diventare uno strumento di crescita e coesione sociale. Un’eredità che continua a raccontare una pagina significativa della storia economica calabrese. Per l’occasione, nella suggestiva cornice del Castello Gallelli è stata organizzata una conferenza culturale che ha richiamato autorità, studiosi, amministratori e intellettuali, consolidando il ruolo del maniero come luogo di promozione storica e sociale nel cuore della Calabria ionica. La conferenza, svoltasi tra gli antichi saloni della residenza fortificata, simbolo della tradizione aristocratica della famiglia e custode di secoli di storia locale, ha affrontato temi che intrecciano economia, società e memoria collettiva. L’iniziativa ha posto l’accento sul peso documentato della Banca Gallelli nella storia economica di Badolato e dell’intera provincia di Catanzaro, ripercorrendo le tappe più significative dall’origine nel 1860, quando il barone Giuseppe Lorenzo Gallelli fondò l’istituto bancario nel contesto dell’Italia post-risorgimentale. Tra i relatori figuravano storici, esperti di economia e rappresentanti delle istituzioni culturali, che hanno sottolineato come la banca non fosse solo un centro di credito ma anche un fulcro di sviluppo economico per l’area ionica calabrese all’epoca della sua creazione. La discussione si è intrecciata con il profilo più ampio della famiglia Gallelli, che nei secoli ha mantenuto forte presenza sociale, economica e culturale nel territorio. Il Castello Gallelli, residenza storica costruita nel XIX secolo e da sempre legata alle vicende del casato, ha ospitato l’evento tra interventi, testimonianze e momenti di confronto. Costruito come fortezza di famiglia contro il brigantaggio, il castello è parte integrante dell’identità storica di Badolato e continua a svolgere un ruolo attivo nella promozione culturale e turistica della zona. La conferenza ha inoltre rappresentato un’occasione per dialogare sul futuro del patrimonio culturale e storico della Calabria, ribadendo l’importanza della collaborazione tra enti locali, associazioni culturali e la comunità per la valorizzazione di luoghi come il Castello Gallelli, che unisce nella sua storia elementi di nobiltà, economia e vita quotidiana.
Alla fine dell’incontro, gli ospiti hanno potuto visitare il maniero e i suoi spazi, approfondendo la conoscenza delle collezioni storiche e dell’archivio della famiglia, tra documenti, arredi e testimonianze che raccontano una trama pluricentenaria di relazioni e vicende locali. La celebrazione dei 165 anni della Banca Gallelli conferma così non solo l’eredità storica di un’istituzione finanziaria ormai scomparsa da decenni, ma soprattutto il legame profondo tra una famiglia, il suo patrimonio e la comunità che ne custodisce la memoria.
In foto il barone Giuseppe Lorenzo Gallelli (fondatore della banca)
Fonte: atti della relazione.
A cura di Mattia Ferri.